Dove va il Pd napoletano?

Pd a trazione renziana a Napoli. Un grande risultato. Ma Renzi e il suo progetto, nell’articolo, dove sono? 

Attenzione alle semplificazioni. Io nutro molto rispetto nei confronti di chi raccoglie le preferenze dei cittadini e riesce a mobilitare militanti ai congressi. Queste persone hanno rapporto forte con i territori e le realtà e meritano il nostro rispetto. Io le rispetto. Parlare di capibastone e’ sbagliato ed offensivo. Ma se la politica si schiaccia su una particolare forma di scambio politico, un do ut des a breve, e’ la fine. Pagasse almeno! L’opinione pubblica e’ radicalmente estranea al Pd di Napoli, che veleggia verso il 6%. Una forma di scambio politico – in questo caso in un consenso personalissimo attorno a 5/6 personalita’ (solo il gruppo che ha un riferimento in Pittella merita un discorso a parte, avendo un profilo culturale riconoscibile) – va a detrimento di un’altra forma di scambio politico. Il Pd napoletano urtica. Respinge.

Apporto culturale, dirigenza politica e risultati amministrativi sono del tutto estranei e sconosciuti al policentrismo dell’attuale sistema. Esistono alcune realta’ in ombra nel Pd napoletano che andrebbero valorizzate proprio per caratterizzarsi su uno o più di quei tre versanti. Sono le forze fresche, i dirigenti sottovalutati che vogliono parlare un’altra lingua alla citta’ e i bravi sindaci. I grandi assenti nell’ottimo articolo di Scarlata. Ne riparleremo. 

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