Archivio mensile:dicembre 2016

Un day after sconsolante.

​Neanche il day after abbiamo parlato di Costituzione, come se davvero tutto potesse essere letto col pensiero esaltato ed autoconsolatorio dell’assalto scongiurato alla Carta dei Padri. Non era questo il caso. Parlare, dico, di quanto ci costerà in termini di costi e diritti tenerci una seconda parte con i difetti storici di cui gia’ i costituenti erano consapevoli e chiedevano alle generazioni future di farsi carico; con un Parlamento che è una babele e un governo che non ha strumenti ordinari per governare; regioni causiliche e incapaci di esercitare le proprie competenze ma prontissime a ostacolare lo Stato quando esercita le sue; diritti sociali sempre più ineffettivi e sistemi regionali sempre piu’ divaricati; un’attrattività per gli investimenti (quindi per opportunita’ lavorative) pari quasi a zero. Non per rivendicare ragioni postume, ma per tenere accesa la fiammella del futuro.

No ma continuassero, la politica e’ quello che dicono loro, e solo quello: chi candida il centrodestra, quale legge elettorale al Senato, se Renzi deve restare segretario o no, se si debba votare subito o tra un anno. 

Forse non è cosi’ chiaro che in Italia votare sta diventando inutile, in assenza di una precondizione che e’ di avere un sistema istituzionale autorevole per far sentire e pesare la nostra voce a Bruxelles: li’ dove vengono elaborate (giustamente, inevitabilmente) quasi tutte le decisioni che poi calano sugli stati nazionali. Siamo gia’ oltre. E’ li che gli altri tutelano i propri interessi e quindi le loro sovranita’, mentre noi siamo impegnati in questo eterno gioco dell’oca. Con un sistema istituzionale e una politica incapaci di far ripartire il paese e scalare la montagna del debito pubblico che ruba il futuro – dopo averlo fatto a noi – anche alle prossime generazioni.

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