​PILLOLE DI REFERENDUM. 3/. 

Nella puntata precedente abbiamo visto perché il referendum costituzionale venga chiamato anche referendum confermativo o, all’opposto, oppositivo. Ebbene, dal punto di vista tecnico e neutrale esso è “approvativo”. La scheda che si trovera’ davanti  l’elettore è estremamente semplice. Consiste in un quesito esposto entro.un riquadro: “Approvate la legge costituzionale concernente disposizioni …?”. I puntini indicano il titolo (il termine tecnico e’ “rubrica”) della legge in questione, che pur non avendo un contenuto normativo sintetizza in ogni caso con buon margine di approssimazione i contenuti della legge (a tale proposito ricordiamo ancora che non e’ ancora tale, ma un deliberato in attesa di conoscere il suo destino: entrata in vigore o finire nel nulla). 
Il deliberato sul quale ci esprimeremo infatti si intitola: ” disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte Ii della Costituzione”. 

Il titolo di una legge viene scelto dai presentatori e in questo caso il disegno di legge e’ stato presentato nel 2014 dal governo pro tempore, tanto che si parla di d.d.l. costituzionale Renzi-Boschi, dal nome del presidente del Consiglio e del Ministro competente per materia. Precisato – in replica ad una frequente obiezione – che non esiste alcun ostacolo di tipo giuridico alla possibilità del governo di presentare disegni di legge in materia istituzionale e costituzionale, e che ciò è già avvenuto più volte negli anni passati, bisogna ricordare che il disegno di legge in questione è stato modificato in punti sostanziali durante l’iter di approvazione parlamentare, tanto che alcuni suoi oggetti qualificanti – come la nuova disciplina di alcuni istituti di democrazia diretta, o la modifica delle norme sulla elezione del Presidente della Repubblica – non si ritrovano nel titolo della legge. Tuttavia il titolo della legge resta l’unico riferimento materiale che gli elettori avranno esplicitamente presente sulla scheda e nel rimandare in modo approssimativo ai contenuti esso rappresenta sicuramente un buon punto di partenza circa l’oggetto della votazione. Il resto dipende dalla cura del cittadino di informarsi circa i reali contenuti del disegno di legge (gli oggetti ulteriori e in ogni caso i termini esatti di disciplina giuridica degli oggetti citati nel titolo della legge) quindi dell’oggetto del quesito referendario a cui rispondere con un Sì o con un No con produzione degli effetti sui quali già ci siamo intrattenuti. 

E’ pertanto il momento di entrare nel merito del disegno di legge illustrandone i suoi contenuti essenziali. Lo faremo nella prossima puntata della rubrica.

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