Archivio mensile:ottobre 2015

FUGHE IN AVANTI

I giornali parlano diffusamente di attuazione di norme transitorie della revisione, di leggi statali-quadro e di leggi regionali per la disciplina dell’elezione dei senatori, di referendum confermativo, di modifiche all’Italicum. Calma e gesso.
Martedì è stato fatto un passo importante. Il d.d.l. costituzionale è passato nella fossa dei leoni del Senato. Si è trovata una maggioranza disposta a recitare il “morituri te salutant”. Ma altri passi altrettanto importanti devono ancora essere fatti. Dei ben tre passaggi parlamentari, v’è una seconda lettura al Senato che interverrà mentre il parlamento è un porto di mare. I gruppi parlamentari continuano a scomporsi e ricomporsi – tanto che in due anni e mezzo un terzo dei senatori (non a caso) ha cambiato gruppo! – e che questi movimenti non sono tutti in direzione filo-governativa, perchè benchè Berlusconi l’abbia sequestrato, qualcosa per riorganizzare le file del centro-destra pure andrà fatto da qualcuno. A ciò si aggiungono in queste ore le indiscrezioni sull’agenda verdiniana, una presunta lista di richieste oscene e misure criminogene che l’eroe di Fivizzano si appresterebbe a chiedere al governo in occasione della discussione sulla legge di stabilità. Poi è stato rinviato, e non ancora risolto, il rinnovo delle commissioni parlamentari previsto dai regolamenti a metà legislatura. Infine il referendum, ma prima di allora – o contestualmente (se ne discute ma continua a parermi non semplice) alle elezioni amministrative. Un turno che si annuncia non semplice per il governo per la riottosità assoluta di Renzi a intervenire nelle dinamiche territoriali del partito di cui pure è segretario.
Quindi, che nella prossima legislatura ci sarà il “Senato delle regioni” e tuto ciò che vi è connesso, lo spero al di là del merito di questa o quella soluzione (trovo la riforma molto difettosa), ma non ne sono affatto certo.
Una cosa per volta. Senza dimenticare il piano B. Come ha dimostrato finora, nessuno meglio di Renzi sa come fare Renzi, ma se fossi in lui farei un altro paio di colpi di artificio sul piano economico e fiscale e andrei a votare di corsa.

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