QUANDO I SERVIZI RENDONO UN CATTIVO SERVIZIO

A differenza di tanti, capisco benissimo le ragioni della “ragione di Stato” e comprendo bene la funzione e l’utilità dei Servizi. Quello che non capisco e non voglio capire è ogni forma di sviamento di poteri, fossero anche riservati, segreti o – perfino – operanti sotto coperture. Cioè quando non solo si opera in una zona grigia (protetta tendenzialmente dal diritto) ma prescindendo dal presupposto basilare dell’azione di qualunque potere pubblico, ovvero il rispetto della legalità in primo luogo, e l’esistenza di un apprezzabile interesse pubblico (superiore), in secondo.

Per dire, è notizia di oggi: il dossier su Carminati si fermo’ al Sisde nel 2003 (“Il Fatto quotidiano”, 17 luglio 2015). Grazie a ciò Carminati potè operare indisturbato per altri 12 anni.

Rilancio: credete davvero che centinaia di migliaia di Tir abbiano potuto negli anni, quotidianamente, percorrere l’Italia da Nord a Sud percorrendo autostrade e strade statali e sversare per anni in Terra di Lavoro e Basso Lazio milioni di tonnellate di rifiuti speciali o tossici senza poter contare non solo sulla complicita’ o vigliaccheria o tolleranza o interesse di amministratori e agenti delle forze dell’ordine sui territori di transito e di destinazione, ma anche e soprattutto senza che i servizi, nel migliore dei casi, ne sapesse nulla o che magari, perfino, si sia attivati in qualche forma? Non voglio neanche pensarlo. Il rapporto Ecomafie di Lagambiente del 2009 parlava solo per il triennio precedente di sversamenti illegali da parte – udite bene! – di circa 520.000 tir. Dati molto parziali, evidentemente, visto che l’orizzonte temporale della catastrofe rifiuti – per quanto se ne sa – è ben più ampia e praticamente coincidente con la cosiddetta – mai troppo deprecata- “Seconda Repubblica”.
Ebbene, immaginare che i servizi non ne sapessero nulla sarebbe così grave – nel senso che la vita della nostra comunità sarebbe così messa a repentaglio rispetto a esiziali pericoli potenziali (da uso di armi chimiche e batteriologiche sul territorio ad attacchi terroristici più classici) – che preferisco pensare che sapessero e hanno ritenuto – sempre nella migliore delle ipotesi – di non poter o non dover intervenire. Dando corso – al netto di qualche possibile fattispecie di corruzione o concussione – ad un cinico e scellerato calcolo tra mali maggiori e minori.
Se fosse così capire perchè hanno taciuto e lasciato fare – interessi privati? una malintesa spinta alla competitività del sistema Italia? – sarebbe tanto. E capire quale ruolo abbia avuto, se ha avuto un ruolo, la politica – non solo locale – servirebbe, eccome.

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