ESISTE UN PROBLEMA DI RIEQUILIBRIO DI GENERE DELLA GIUNTA DE LUCA?

Il massimo organo di giustizia amministrativa, il Consiglio di Stato, ha in passato dichiarato illegittima la composizione della Giunta regionale (Lombardia, nel caso) per la presenza di una sola donna a fronte di 15 uomini (Quinta Sezione, sentenza n. 3670 del 2012). Lì si aveva modo di affermare che “nella composizione delle giunte deve esserci uguaglianza, o sostanziale approssimazione ad essa, di uomini e donne nelle posizioni di governo regionale”. Venendo alla Campania, e sempre con riferimento all’istituto regionale, una pronuncia di quegli stessi mesi del Tar Campania del 2011 censurava la delibera di nomina della Giunta Regionale che prevedeva un’unica donna nominata assessore, questa volta a fronte di 11 uomini.
Siccome dal punto di vista giuridico il tema è quello, eventualmente, di un riequilibrio di “genere” – non specificamente di donne (o, al limite, di uomini) – ebbene, l’appena nominata Giunta campana appare decisamente squilibrata a favore di un genere, visto che sono presenti solo due uomini (su 8 assessori) cui è da aggiungere il Presidente nominante. Uno squilibrio senza dubbio molto rilevante, tale da apparire certamente carente, non diciamo l’uguaglianza, ma quella “sostanziale approssimazione” di cui parla di C.d.S., visto che le alternative possibilità, a tacer d’altro, erano 4/4 o 3/5 per ciascun genere. Si è optato per 2/6 (a favore delle donne, ma non rileva). Che questo squilibrio sia giuridicamente rilevante alla pari di quello con una sola donna (o uomo) sul totale, lo vedremo presto. Cioè, se ci saranno ricorsi (di aspiranti assessori maschietti che si riterranno potenzialmente lesi…), sapremo se l’equilibrio debba essere solo tendenziale o no. Quella citata è giurisprudenza autorevole, ma non sempre i tribunali sono arrivati a conclusioni così relativamente rigide (anche per i tanti casi di cui si sono occupati di giunte comunali). La legge elettorale campana nulla dice a riguardo, parlando espressamente solo dei candidati al Consiglio, ma contiene disposizione che fanno propria la sostanza delll’art. 51 Cost. occorre verificare se esista nel caso – in teoria sì – un limite esterno del potere discrezionale di nomina della giunta da parte del Presidente della Regione.
Personalmente non sono un entusiasta delle quote o dell’equilibrio di genere. Ma ci sono e sono diritto costituzionale con una fiorente e una giurisprudenza sempre più consolidata volta a offrire una lettura “forte” a garanzia delle previsioni costituzionali e, se ci sono, di quelle statali o substatali di attuazione.

Qui la sentenza del T.a.r. Campania del 2011 citata
http://www.issirfa.cnr.it/download/File/FONTANTA_2011_GIUR%20AMM/Tar%20Campania%20-%20Napoli,%20sez.%20I,%20%207.04.2011%20n.%201985%20%20in%20tema%20di%20composizione%20della%20giunta%20della%20Regione%20Campania.pdf

Qui anche un commento dell’epoca:
http://www.neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=6209#.VZqBDRvtlBc

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