LA VERA RAGIONE DEL TRASFORMISMO

Piccola riflessione controcorrente.
Partiamo da due dichiarazioni delle ore scorse.

Berlusconi: “chi vota contro il partito che l’ha eletto può essere chiamato in un solo modo: tra-di-to-re”.

Renzi: “Chi lascia ha ingannato gli elettori”.

Cambiano gli attori ma anche oggi ho la conferma (ne vado raccogliendo da anni, ne ho scaffali pieni) che c’è un pensiero unico in materia istituzionale. Il mito o dogma del mandato popolare.

Direte che son discorsi strani. Il mandato popolare è una dottrina buona e tra l’altro di tutta evidenza combatte il trasformismo, che è un atavico male italico.

Io dico che, dopo un lungo giro, lo alimenta.

Vi pare strano? Beh, nonostante quello che afferma Galli della Loggia il fenomeno del trasformismo non si manifestava (come neanche trasfughismo parlamentare) quando c’era la cosiddetta “prima repubblica”.

Chiariamo: non si può negare che il trasformismo sia un grave problema del sistema politico, si nega invece che esso sia una causa, mentre è piuttosto una manifestazione epifenomenica.

La vera ragione è un’altra. Non ci sono più partiti degni di questo nome.
E perchè? Certo, i partiti sono in crisi dovunque ma in Italia semplicemente non ci sono più, a causa della retorica della “Repubblica dei cittadini” contro quella dei partiti e, quindi, a causa del dogma del mandato popolare, oggi più vivo che mai anche se Renzi è chiaramente un sostenitore (anche) del “primato della politica”. E il dogma del mandato popolare ha annessi e connessi, dannosissimi: primarie, elezioni dirette di cariche monocratiche, quasi-partiti con porte girevoli e identità diafane, e così via.

Occorrerebbe per un pò lasciare stare in pace l’art. 67 della Costituzione, sia pure – nella migliore delle ipotesi – su una linea di ragionamento (solo) politico. Ricostruite partiti. Una volta ricostruiti ad un livello almeno dignitoso di funzionalità i partiti, sarà più agevole distinguere tra il “free rider” che insegue sempre la poltrona e chi responsabilmente si assume una responsabilità davanti alla Nazione di decidere con la propria testa, sottraendosi per una volta o per sempre ad una linea di partito.

Oggi distinguere è quasi impossibile, tranne le poche eccezioni in cui una linea di partito può dirsi che esiste e che sia stata costruita adeguatamente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...