Addio a Renato Venditti, tra i decani del giornalismo parlamentare

Peccato che la morte di Renato Venditti sia sfuggita ai quotidiani con l’eccezione de “Il Fatto Quotidiano”. In queste occasioni si vede quanto pesi l’assenza dalle edicole de “l’Unità”.
Comunque: classe ’26, colto e valoroso cronista politico, lavorò a “l’Unità”, “Paese sera” e, fino a qualche anno fa, per l’agenzia del Gruppo L”Espresso. Spigolatura: grazie a lui abbiamo conosciuto i dettagli del “manuale Cencelli” (nell’omonima pubblicazione per Editori Riuniti, 1981).
Nell’indifferenza generale, l’ha voluto ricordare in parlamento, visibilmente commosso, Fabrizio Cicchitto, che gli era legato da un rapporto di stima e amicizia almeno quanto di polemica e differenza di vedute politiche.
Noblesse oblige. Quello che manca alla “seconda Repubblica”.
Memoria, radici, educazione politica, sentimento di comunità.

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