LA CULTURA DELLE REGOLE DAL MERIDIANO DI GREENWICH A QUELLO DI MONTE MARIO

In Gran Bretagna è stata accolta con polemiche e accusata di scorrettezza una dichiarazione della Regina di questo tenore: “Mi auguro che la gente pensi bene al futuro”. Certo, la posta in gioco non è piccola cosa: l’indipendenza della Scozia dopo alcuni secoli. Ma quasi come se la regina avesse fatto l’occhiolino alla telecamera, o avesse promesso all’elettore una scarpa prima del voto e l‘altro subito dopo, alla Achille Lauro, o una bicchierata per tutti la sera del referendum a spese della Corona.

Mi è tornato in mente un episodio della vita politica “democratica” dell’unico partito italiano rimasto in piedi, che si chiamerebbe anche – pour cause – “Partito democratico”. Nessuno, né nel Pd né sulla stampa, ebbe granchè da ridire quando, durante la discussione per la votazione della deroga allo Statuto del Partito democratico (ottobre del 2012) per consentire le primarie per l’elezione diretta del segretario, la presidente dell’Assemblea nazionale Rosi Bindi (ruolo di garanzia) all’atto della votazione se ne uscì, chiedendo se vi fosse contrari alla concessione della deroga (che lei non voleva), con la seguente appendice: “Lo so che in moltissimi vorrebbero alzare la tessera ma non lo faranno”. E, nel caso in cui a qualcuno fosse sfuggito il quasi impercettibile riferimento polemico verso il ruspante Renzi, rivolse a fine seduta questo caldo saluto all’assemblea: “Dunque in bocca al lupo a tutti noi ed ora al lavoro per sostenere compatti il nostro segretario Bersani”. Questo è quello che ci dice senso delle istituzioni! In quell’occasione rinviai a data da destinarsi i miei propositi di riflettere scientificamente sul diritto dei partiti.  Per dire, tradotto in inglese sarebbe, più o meno, come se la Regina di Inghilterra convocasse la tv 24 ore prima del voto e si soffiasse il naso con la bandiera della Scozia.

Se vogliamo dirla tutta poi, la Regina sarebbe tale con riferimento al Regno “Unito” (e non dimidiato) per cui mi pare che abbia anche un non trascurabile interesse istituzionale circa l’esito del referendum (e forse, prima, avrebbe potuto fare anche di più per evitarlo). La Bindi, come gran parte dei politici italiani, guardava solo alla propria poltrona di Presidente (dell’assemblea Pd) e, al massimo, all’antipatia istintiva e alla differenza antropologica con Renzi, come è dimostrato dal fatto che con la stagione di Renzi è praticamente l’unico politico del Pd che ha abbandonato la politica attiva e spara tuttora cannonate contro quello che sarebbe il suo partito.

La cultura delle regole e il senso delle istituzioni sono anche un fatto di costume dei popoli, direbbe Montesquieu. Pochi sanno che un meridiano attraversa anche Roma, presso Monte Mario, ma  praticamente tutti sappiamo che non è quello di Greenwich.

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