NUOVO SENATO: ANCORA ALCUNI NODI DA SCIOGLIERE

Nel post di ieri sul tema della introduzione della immunità penale per i futuri Senatori mi limitavo a far notare che la questione non può prescindere dalla natura e dal ruolo che si vuole attribuire al Senato.

https://marcoplutino.com/2014/06/23/immunita-ai-senatori-e-pregiudiziale-chiarire-natura-e-funzioni-del-senato/

L’amico Prof. Salvatore Curreri in un’acuta analisi, proprio a partire dalla natura del Senato nell’attuale disegno di legge del Governo e ai sensi degli accordi e delle discussioni da ultimo intervenute afferma che le immunità sono dovute.

http://www.huffingtonpost.it/salvatore-curreri/immunita-antipolitica_b_5522213.html?utm_hp_ref=tw.

Va ribadito tuttavia che la natura del Senato, allora stato, non mi pare del tutto risolta e che residuano questioni di coerenza del modello scelto.

Occorre prendere atto che il disegno di legge presentato dal ministro Boschi è dichiaratamente finalizzato al superamento del “bicameralismo perfetto” e tanto nella relazione introduttiva quanto nell’articolato afferma che il parlamento sarà bicamerale ma con funzioni differenziate.

(Qui il testo: http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/testi/44283_testi.htm, poi sono intervenuti ulteriori accordi politici e sono stati proposti emendamenti)

Ma è tutto così chiaro? Il problema è tutto qui e dipende, aggiungo, solo in piccola parte dalla natura elettiva o meno del Senato.

La verità è che il disegno di legge resta in bilico tra la soluzione tedesca e altre soluzioni, a partire da quella francese.

Vediamo le differenze.

La soluzione francese (che però opera entro un regionalismo decisamente debole) è bicamerale (art. 24, “Il Parlamento comprende l’Assemblea nazionale e il Senato”), ed è improntata alla rappresentanza delle Autonomie non solo regionali. Il Senato francese ha, alla stregua del medesimo articolo, “la rappresentanza delle collettività” e i senatori si vedono riconosciuti di riflesso allo status del Senato tutte le guarentigie previste per l’Assemblea nazionale (o camera bassa), comprese le immunità parlamentari e – attenzione – il libero mandato parlamentare.

Dall’altra capo delle alternative esiste la soluzione tedesca, da sempre di grande attrattiva per le soluzioni fortemente regionaliste o federaliste, che prevede componenti nominati dagli esecutivi dei Lander (le regioni tedesche), non rappresentanti del “popolo tedesco” ma dei territori dei Lander, privi di immunità parlamentari e di altre guarentigie tipiche dei parlamentari, tra cui il libero mandato. La rappresentanza di questi senatori è infatti “vincolata” nell’espressione delle posizioni e nell’assunzione delle decisioni e dei conseguenti voti dalle volontà dell’organo, per cui sono in sostanza “delegati” con un margine di discrezionalità piuttosto ridotto.

Sia la soluzioni francese che tedesca configurano, infine, il Senato come una camera non elettiva, o, meglio, composta con elezione “indiretta”.

Alla stregua di queste notazioni, Il disegno di legge “Boschi” (Atto Senato n. 1429) non appare del tutto risolto, perchè mentre parla espressamente di Parlamento bicamerale (alla francese), che rappresenta i territori (e questo è pressocchè pacifico per tutte le seconde camere, tedesca come francese), non prevede immunità (come in Germania, al contrario della Francia) e riconosce (al contrario che in Germania, ove è espressamente escluso) il libero mandato parlamentare mediante la riformulazione dell’art. 67 Cost. (e qui tralasciamo gli eventuali problemi della soppressione dell’indicazione della Nazione come termine della rappresentanza, perché qui non rilevano).

Quindi sembra che il modello tedesco sia sostanzialmente disatteso per la gran parte dei suoi profili caratterizzanti, ma seguito per il mancato riconoscimento delle immunità che, pertanto, per coerenza modellistica dovrebbero essere introdotte.

Tuttavia, a parte ciò, non è d’altro canto esattamente vero che il Senato sia espressione solo del mondo delle autonomie, come è chiaro per la presenza di alcuni componenti nominati dal Capo dello Stato (transitori? Diversi dai senatori a vita? Come interagiscono i due istituti?), nonché dalla (probabile) presenza degli ex presidenti della Repubblica e, soprattutto e dal conferimento di funzioni di alta garanzia “repubblicana”.

Insomma vi sono ancora nodi da sciogliere e che gli emendamenti presentati finora al disegno di legge governativo solo non sono risolutivi ma anzi rischiano di ingarbugliare alquanto le cose (diversi sono stati presentati per raggiungere quest’obiettivo…), anche se va riconosciuto che alcuni – come quelli sull’introduzione dell’immunità per i senatori – muovono indubbiamente per risolvere la progettazione del nuovo Senato verso una natura limpidamente di camera parlamentare. Il Senato si differenzierebbe da oggi essenzialmente per la non elettività dei suoi componenti e per la diversità di funzioni rispetto alla Camera dei deputati.

Un tratto peculiare degli ultimi accordi è, attenzione, che la scelta di tutti i senatori “eletti” (95 su 100) deriverebbe dai consigli regionali non facendo eccezione la componente espressione di enti locali (i comuni), per cui difficilmente potremmo qualificare tale Senato come una camera autenticamente “autonomica” (come quella spagnola, ad esempio), quanto semmai una Camera delle regioni attraverso la quale si tenta di rappresentare anche i territori. La soluzione suscita più di un dubbio anche se è da prendere atto che il modello è centrato, in coerenza con l’assetto regionalista, sulle regioni e manifesta un’oggettiva fiducia per la classe politica regionale. Del resto nel regionalismo o ci si crede o non ci si crede e pasticciare con gli enti locali è un modo per manifestare sfiducia verso le regioni (ognuno può giudicare e ognuno giudicherà se tale fiducia è ben riposta).

Infine, se il Senato è una camera parlamentare, per coerenza, bisognerebbe porre, tra le altre questioni, anche la previsione di un’adeguata indennità di funzione, che è proprio del lavoro del parlamentare e che verosimilmente dovrebbe essere posta a carico dello Stato perché a nulla rileverebbe che i senatori sono rappresentanti dei territori e già rivestono altre funzioni in sede locale se sono considerati come parlamentari a tutti gli effetti (da cui il tema delicato dei tempi di lavoro e dell’efficienza dell’organo e tante questioni collegate, come quella di consentire eventuali sostituzioni per singole sedute).

Quanto alle guarentigie che vengono ascritte all’immunità in senso ampio, non è inutile precisare che quale che sarà la soluzione finale, la “irresponsabilità delle opinioni espresse e dei voti” deve essere riconosciuta (se è già contemplata o no, andrà specificato in base al modo in cui sarà scritto il testo finale: per ora il disegno di legge governativo nella sua versione originaria la prevede in quanto abroga espressamente per i senatori la sola immunità penale). Tale guarentigia è coerente e imposta, che il Senato abbia natura di ramo del parlamento o che non l’abbia, dalla presenza di qualunque collegio che discute e decide ad altissimo livello istituzionale e va ricordato che già oggi i consiglieri regionali ne beneficiano.

In conclusione, ripetendo quanto detto ieri e sulla base di una più diffusa argomentazione nel merito, possiamo concludere che occorre sciogliere in modo più chiaro la questione della natura e delle funzioni del Senato per discutere in modo proficuo e arrivare rapidamente ad una conclusione sulla doverosità o meno (non opportunità!) del riconoscimento di alcuni istituti.

Francamente se posso spingermi ad interpretare la volontà del Governo in base alle dichiarazioni e alle prese di posizione in un lungo arco di tempo mi pare che si ambisse a creare una camera delle autonomie i cui capisaldi, e non esprimo valutazioni in merito, fossero l’elezione indiretta e l’assenza di indennità parlamentare. Se fosse così, forse il disegno di legge del governo “plus dixit quam voluit”, cioè presenta uno iato tra l’intentio in senso latissimo del governo e la ratio obiettiva che risulta dal testo attuale (che si ritrova nella relazione).

La mia impressione è sbagliata? Allora, visto che il testo propende con una certa decisione anche se in modo non del tutto risolto per una camera parlamentare, bisognerebbe prenderne atto e andare fino in fondo con tutto ciò che ne consegue, immunità e indennità in primis.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...